Un Tetto Vivente

Un Tetto Vivente

Di tetti verdi realizzati per ragioni estetiche si trova traccia nei libri di storia.
Negli ultimi 30 anni, tuttavia, grazie ad una maggior attenzione posta alle problematiche legate alla cementificazione e al surriscaldamento degli agglomerati urbani, il tetto verde è diventato una delle soluzioni ecologiche per riportare il verde negli ambienti fortemente antropizzati.
I tetti e le pareti verdi vengono utilizzati come valida soluzione per recuperare  spazi verdi dove gli stessi non erano stati previsti nella fase costruttiva iniziale.

È talmente evidente questa situazione che molto frequentemente i progettisti inseriscono queste tipologie di arredo a verde anche per le  nuove realizzazioni; si è passati, salvo eccezioni di menti illuminate, dal ricorrere a sistemi tecnologici di verde per salvare aree urbane troppo cementificate, ad usare le stesse come elemento esteticamente qualificante di un edificio, anteponendo il bello di stare nel verde agli effetti benefici che si ottengono nello stare a contatto con il verde e che sono il vero motivo per il quale valorizzarlo.
Se per varie ragioni in passato, le strategie progettuali possono essere state deboli in relazione all’uso del verde architettonico, all’oggi molti passi avanti sono stati fatti, e raramente oggi si incontra un progettista che non abbia a cuore questo aspetto.
Questo processo di evoluzione verso la sostenibilità è frutto di una sensibilità di chi si occupa di progettazione e credo che questo vada a loro riconosciuto.
Quali sono  oltre agli aspetti estetici i vantaggi di un tetto verde?
  1. Il tetto verde riduce l’effetto isola di calore: in estate la superficie di un tetto tradizionale di tegole o rivestito di guaina bituminosa può raggiungere la temperatura di 60 gradi centigradi, la stessa superficie a tetto verde non supererà i 40 gradi.
  2. Il tetto verde riduce il rischio di sovraccarico delle condotte di scarico quando piove: l’acqua che cade in un tetto tradizionale viene velocemente convogliata nei sistemi di scarico e poi nelle condotte municipali, la pioggia che cade in un tetto verde entra nel sistema tecnologico dello stesso, viene trattenuta e, se in eccesso, viene rilasciata dopo un tempo che varia in funzione della tipologia costruttiva.
  3. Un tetto verde riduce l’inquinamento ambientale: le polveri sottili che si depositano nel tetto verde, che vi arrivano attraverso le precipitazioni penetrando nel substrato dello stesso, vengono attaccate dalla attività microbica del substrato che le complessa in composti organici utili per la vita delle stesse piante.
  4. Un tetto verde promuove il risparmio energetico: meno energia andrà spesa nel periodo estivo per rinfrescare un ambiente dove sopra vi è un tetto verde.
  5. La durata nel tempo delle guaine bituminose viene aumentata notevolmente se sopra di esse vi è un tetto verde: saranno infatti protette dagli sbalzi termici stagionali.
  6. Un tetto verde è la soluzione appropriata per apportare biodiversità in un ambiente urbano: piante, insetti, piccoli animali tornano in possesso di uno spazio che apparteneva a loro e noi possiamo tranquillamente viverci e lavorarci sotto.
  7. Un tetto verde produce ossigeno: l’anidride carbonica dell’atmosfera assorbita dalle piante per la fotosintesi, attraverso l’energia solare le foglie scindono la molecola di anidride carbonica trattenendo il carbonio per formare zuccheri e rilasciano ossigeno come sostanza di scarto per le piante ma tanto preziosa invece per gli esseri umani.
Nordest Prati è specializzata nella produzione di sistemi vegetali a pronto effetto in zolla per la realizzazione di tetti verdi.
I sistemi vegetali a pronto effetto (Prato in zolla, Sedum in zolla, Piante coprisuolo in zolla) offrono il vantaggio di poter realizzare tetti verdi durante tutto l’anno rispetto all’uso ad esempio della semina o del taleaggio che per ragioni fisiologiche possono essere effettuati solo in certi periodi stagionali; inoltre, utilizzare sistemi a pronto effetto permette di avere in tempi molto brevi il risultato finale desiderato, evitando il periodo di insediamento che si deve attendere con la semina o con l’uso delle talee.

Condividi questo post